L’inizio della vita cristiana, ovvero una vita da seguace di Cristo, è segnato dal giorno della salvezza: un meraviglioso giorno in cui l’uomo decide di chiedere perdono per il proprio peccato e riceve per grazia la vita eterna (Giovanni 3:16); con questo dono prezioso arrivano anche un’immensa gioia e la pace che supera ogni intelligenza (Filippesi 4:7).
Questo non è certo da considerarsi un traguardo, bensì il punto di partenza. Da questo momento in poi inizia l’opera di Dio nella vita del credente.
Se la salvezza è un dono gratuito che riceviamo appena decidiamo di accettarlo, l’opera che viene dopo è un vero e proprio lavoro, è un’opera meravigliosa che appartiene a Dio, ma in parte anche a noi, in una collaborazione basata sul rapporto personale e quotidiano con Lui. La Bibbia ci dice che abbiamo una ferma speranza, cioè che “Colui che ha iniziato in noi un’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù”. Per essere salvati ci vuole un instante, ma l’opera di Dio in noi dura tutta la vita (terrena).
Immaginiamo, quindi, che su ognuno di noi ci sia un cartello con scritto “work in progress” (lavori in corso). Quando incontriamo questo tipo di segnaletica per strada, spesso ci infastidiamo, ci scoraggiamo o ci lamentiamo, perché sappiamo che ci saranno degli intoppi e che il percorso richiederà più tempo di quanto abbiamo previsto; sappiamo anche, però, che quei lavori sono necessari affinché una strada dissestata e pericolosa, venga riparata.
Allo stesso modo questo aspetto nella vita cristiana non ci deve scoraggiare, ma renderci consapevoli che l’opera di Dio in noi è necessaria per arrivare al “giorno di Cristo Gesù”, ovvero quando Lo incontreremo faccia a faccia.
Ci sono abitudini, lati del nostro carattere o circostanze intorno a noi (lavorative, famigliari…) che richiederanno diverso tempo e lavoro prima di cambiare. In questo percorso non siamo soli, perché Dio ci ha lasciato lo Spirito Santo affinché fossimo investiti di potenza per affrontare ogni piccolo o grande cambiamento che la Sua opera prevede in noi: “Dio non ci ha dato uno spirito di paura (o timidezza), ma di forza, amore e autocontrollo.” (2 Timoteo 1:7).
Se glielo permetteremo, Dio lavorerà la nostra vita, e quello che Lui inizia lo porta sempre a compimento. Se la nostra anima appartiene a Lui, saremo per tutta la vita un “lavoro in corso”: ci saranno difficoltà sul percorso, attese in cui esercitare fede e pazienza, risposte che potrebbero sembrare in ritardo rispetto alle nostre aspettative, lati del nostro carattere che sembreranno duri come pietra da modellare. Ma c’è una buona notizia: la nostra vita sarà nelle mani di un meraviglioso artigiano dell’anima: come descritto in Geremia, Dio, come un vasaio, modellerà la nostra vita in ogni suo aspetto, e se creeremo delle crepe sbagliando e il nostro vaso si guasterà, Dio ne farà uno nuovo, secondo il Suo progetto.
Che il nostro cammino cristiano non sia, quindi, segnato dallo scoraggiamento e dalle lamentele mentre Dio ci modella, ma che ci veda ripieni di Spirito Santo, tanto da riconoscere di avere bisogno di farci costantemente lavorare dall’amorevole opera di Dio, fino alla fine dei nostri giorni.
“…sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. E la costanza compia l’opera sua in voi, perché siate perfetti e completi, di nulla mancanti.” (Giacomo 1:3-4)




